Le case in legno rappresentano la soluzione abitativa del futuro. Questa è una affermazione che potrebbe in qualche modo lasciare un pò perplessi, per motivi differenti che però vale la pena di approfondire e di spiegare.

Prima di tutto, la tendenza comune è quella di pensare al legno come ad un materiale che veniva utilizzato in antichità nella costruzione delle case non tanto perché fosse resistente ma perché fosse l’unico che poteva essere usato con una certa facilità.

Il legno era un materiale largamente reperibile in ambienti di montagna o di campagna, il che spiegava – e spiega ancora oggi – l’utilizzo del legno come materiale di costruzione di case, cottage, ed edifici che necessitavano peraltro di “apparire” come caldi ed accoglienti, in zone perennemente fredde ed innevate.

Ma il fatto che il legno fosse l’unico materiale reperibile in tempi antichi non è di certo l’unico motivo per cui esso veniva largamente utilizzato: questa affermazione deve essere sottolineata perché in effetti, ad oggi, si è riusciti a scoprire che il legno non è un materiale di secondo ordine, come in molti pensano, ma rappresenta davvero una soluzione ideale contro le avversità ambientali.

Infatti questo materiale è resistente, flessibile, e molto elastico: questo significa che mentre una abitazione in cemento armato può subire dei danni nel caso di terremoti o anche di piccole scosse di assestamento – ne sono l’esempio le crepe sui muri di molte case costruite in zone sismiche – una casa in legno subirà un minore numero di danni, perché il legno è un materiale molto elastico, in grado di espandersi e ritrarsi anche in situazioni molto difficili.

Questo rende il legno un materiale consigliato soprattutto per chi vive in zone ad alto rischio di terremoti, sfatando il luogo comune secondo cui il legno sarebbe un materiale poco consono a resistere agli urti ed alle scosse di assestamento.