Per indagare e analizzare le condizioni di salute del feto, vengono utilizzate le procedure che ricadono sotto il nome di diagnosi prenatale.

Questo tipo di diagnosi ricopre un’importanza fondamentale soprattutto in virtù dell’importanza dei dati forniti. Gli specialisti del settore hanno a disposizione tutta una serie di strumenti di monitoraggio in grado di individuare o focalizzare problematiche o situazioni specifiche verso le quali indirizzarsi, in base alle valutazioni del ginecologo o del genetista.

Uno degli esami più praticati, soprattutto per quanto riguarda il periodo di gestazione e di gravidanza, è l’ecografia. Un tipo particolare di ecografia eseguita solitamente intorno alla 20ª settimana di gestazione, è l’ecografia morfologica.

Come per l’ecografia classica, l’ecografia morfologica presenta un fattore di invasività molto ridotto, per cui non esistono rischi ipotetici o potenziali per la donna incinta che si sottopone a questo tipo di ecografia.

Possono essere messi in risalto difetti o anomalie anatomiche oppure ancora particolari difetti ereditari. Tuttavia l’ecografia morfologica pone in essere dei limiti tecnici per i quali non è possibile andare troppo in profondità, e nella fattispecie, non si possono rilevare anomalie o malattie cromosomiche come ad esempio la sindrome di Down; per la determinazione l’analisi di questa sindrome infatti i cromosomi vanno osservati molto da vicino sia per quanto riguarda la forma che per quanto riguarda la loro quantità.

Villocentesi, Amniocentesi e Harmony test

Fortunatamente esistono degli esami di diagnosi prenatale che possono andare più in profondità e possono permetterci di recuperare informazioni più approfondite a livello cromosomico.

Questi esami prendono il nome di villocentesi e amniocentesi. Lo scopo di questi due esami è il medesimo, la differenza principale sta nel tipo di prelievo che viene effettuato e che può essere eseguito in tempi diversi. Tendenzialmente la villocentesi può essere eseguita in settimane successive rispetta l’amniocentesi.

Nella villocentesi vengono prelevati villi coriali, che sono quelli che ci “racconteranno” la situazione cromosomica del nascituro.

Nell’amniocentesi invece viene prelevata una certa quantità di liquido amniotico. È possibile eseguire sia la villocentesi che l’amniocentesi sia in strutture pubbliche che in strutture private, per la villocentesi, essendo un esame un po’ più delicato, si rende necessario personale esperto nell’esecuzione di questa procedura specifica.

I rischi connessi ad apporti spontanei sono molto bassi e comunque al di sotto dell’1%. Ma in certi casi la loro esecuzione si rende davvero necessaria e indispensabile.

Ma la vera rivoluzione del settore è rappresentata dall’esame prenatale Harmony test, che tramite un semplice prelievo del sangue permette di ottenere informazioni molto attendibili, alla stregua dei due test appena citati, con la differenza che viene eseguito tramite prelievo del sangue, per cui non vi sono problemi di invasività o di rischio di aborto alcuno. I test come amniocentesi e villocentesi possono eventualmente essere effettuati in caso di approfondimenti dopo risultati positivi di Harmony test.

Trasformazione del nostro corpo durante la gravidanza

Durante la gravidanza il nostro corpo per ovvi motivi subisce notevoli e frequenti cambiamenti, manifestazioni con a volte anche alcuni problemi che ne conseguono. Vediamo qualcosa di più dettagliato su alcuni di essi con una parte specifica dedicata a come preparare il nostro armadio in virtù di queste trasformazioni.

Problemi ad urinare in gravidanza

Tra i vari disturbi che si possono presentare durante la gravidanza (parliamo in particolare del primo periodo) vi sono i fastidi urinari: la donna incinta sente il bisogno di urinare spesso, con conseguenti problemi nel caso in cui ci si trovi fuori casa. Questo sintomo è spesso talmente precoce da essere uno dei segnali che, insieme all’assenza di ciclo e gonfiore, spinge la donna ad effettuare un test di gravidanza.

Questo stimolo, però, si fa via via meno frequente finché non ricompare durante l’ultimo trimestre. È tuttavia fondamentale evitare di trattenere l’urina, perché ciò potrebbe causare importanti infezioni al tratto urinario: meglio fermarsi in un bar, in un centro commerciale o in un negozio, che attendere di ritornare a casa.

A proposito di infezioni, durante la gravidanza se ne possono verificare parecchie, come cistiti ed infiammazioni: queste infezioni vanno subito trattate perché, se non curate grazie all’aiuto del ginecologo che prescriverà i farmaci adeguati, si potrebbe andare incontro a patologie più serie, in qualche caso addirittura al parto prematuro.

Le perdite vaginali in gravidanza

Anche le perdite vaginali rappresentano un sintomo importante di gravidanza: queste secrezioni inizialmente fanno paura perché si pensa (erroneamente) che esse possano essere indice di infezione. In realtà, la leucorrea è molto diversa dalle infezioni, perché non presenta cattivi odori, non provoca pruriti o infiammazioni ed il suo specifico colore non è il verdastro, ma il bianco o il giallo.

Tuttavia, seppur esse non siano dannose, se sono abbondanti è consigliato preferire la biancheria in cotone alla biancheria sintetica, ed in alcuni casi si sconsiglia l’uso della doccia, perché potrebbe provocare infezioni, emorragie o indurre alla rottura spontanea e prematura delle acque.

Ormoni e capelli

Durante la gravidanza (ed in qualche caso anche successivamente al parto) si può notare qualche cambiamento anche alla peluria ed ai capelli, che si fanno più radi rispetto al solito: ciò non deve spaventare, perché i cambiamenti ormonali sono normali, ed essi possono provocare anche un aumento della peluria sul viso, ed una ricrescita molto consistente delle unghie.

Se questi problemi provocano vergogna (parliamo principalmente della peluria) si può chiedere consiglio al proprio medico di fiducia ma difficilmente si troverà un sistema definitivo: bisognerà attendere la fine della gravidanza.

Utero e contrazioni

La sensazione di continua contrazione dell’utero, durante il periodo della gravidanza, è del tutto normali: ciò avviene perché l’utero si fa sempre più grande per dare al piccolo la possibilità di nascere senza problemi. Quindi, le contrazioni uterine non sono di per sé preoccupanti, ma lo diventano se ad esse si associano anche perdite ed emorragie: in quel caso, meglio chiamare immediatamente il ginecologo.

Seno e capezzoli: cambiamenti in corso

Anche il seno ed i capezzoli subiscono radicali trasformazioni durante il periodo dello stato interessante: i capezzoli si fanno via via più grossi e turgidi, mentre il seno aumenta già dopo 8 settimane. In questo periodo, anche la sensibilità e le sensazioni di intorpidimento e formicolio sono del tutto normali, così come non è raro assistere a cambiamenti di dolore dell’areola, che da rosa può diventare marrone o rossiccia.

Nel periodo che precede l’ultimo trimestre, in qualche caso il seno si prepara alla formazione del latte materno: in questo caso si può formare il colostro, un liquido di colore giallastro. Nulla di così preoccupante, se non un leggero imbarazzo che può essere risolto applicando dei tamponi sui capezzoli.

È importante che i capezzoli siano rivolti verso l’esterno: talvolta può capitare che essi siano invece piatti e rientranti, e questo può causare fastidio durante l’ultimo periodo di gravidanza.

Per aiutarsi a rendere i capezzoli normalmente rivolti verso l’esterno possono essere utili specifici esercizi: è meglio rivolgersi al proprio ginecologo.

Come costruirsi il guardaroba durante il periodo di gravidanza

Quando si è incinte il problema fondamentale spesso diventa cosa indossare. Mi sento adeguata? Sono a mio agio? Di quali abiti nuovi ho bisogno? Queste sono le domande delle neo-mamme, sicuramente meno importanti rispetto alla decisione di dover eseguire un importante esame diagnostico come Harmony test, ma fanno comunque parte delle problematiche che una donna incinta deve affrontare e risolvere. Le preoccupazioni di una futura mamma incinta infatti riguardano innanzitutto la salute del nostro bambino ancora prima della sua nascita. Queste preoccupazione oggi sono molto minori per via della disponibilità di test o esami in gravidanza molto meno invasivi rispetto ad una volta.

Ma subito dove queste importanti preoccupazioni o ansie arrivano quelle più strettamente legate a noi, al nostro benessere, al nostro relax, al nostro comfort e a tutto quello che può agevolare i nostri 9 mesi in vissuti in strettissima compagnia del nostro bambino. Tra queste piccole grandi preoccupazioni c’è ad esempio quella riguardante il vestiario da indossare in questi nove mesi!

Come muoversi per l’acquisto dei nostri abiti durante i mesi di gravidanza?

Quando gli abiti iniziano ad andare stretti, a non calzarci comodi, ci accorgiamo allora che è ora di fare nuovi acquisti. Non bisogna però pensare che sia necessario spendere fior fior di soldi per poter rinnovare il nostro armadio quando siamo incinta. Bisogna pensare che possiamo arricchire il nostro vestiario passo dopo passo e soprattutto in maniera graduale e proporzionale ai cambiamenti del nostro corpo.

Partiamo dalle prime 10 -15 settimane: tutto il guardaroba che siamo abituate ad indossare, inizierà a non entrarci più. Pantaloni, vestitini e jeans inizieranno ad essere fastidiosamente stretti. Bisogna quindi correre ai ripari, con gonne, pantaloni e jeans “allargabili”. Quindi meglio propendere per la fascia in vita.

C’è poi un altro problema, quello del reggiseno. Tra le 18-20 settimane, ovviamente il nostro seno inizia a crescere, dunque, come possiamo ovviare a questo problema? Per i primi tempi basterà semplicemente allentare i gancetti. Poi, sarà necessario acquistare un paio di capi adatti all’allattamento in negozi maggiormente specializzati in questo tipo di vestiti. Ci sono modelli che si aprono sul davanti per consentire l’allattamento, ma vanno bene anche quelli con bretelline staccabili. Il mercato da questo punto di vista offre ampia scelta a tutte le neomamme e future mamme.

E se si presenta il problema forma? Beh, quello è praticamente normale. Proprio per questo, arrivate alle 22-25 settimane è bene dedicarsi a qualche attività sportiva, come ad esempio il nuoto, che è molto utile, perché non comporta eccessivi sforzi che non sono mai indicati quando si aspetta un bambino. Quanto al costume, basta acquistarne uno intero, e il suo materiale elastico ci permetterà di utilizzarlo anche nelle settimane successive. Nel periodo successivo, e quindi in particolare tra la trentesima e la trentacinquesima settimana, le nostre forme prendono le dimensioni massime e per questo motivo è consigliabile e necessario procurarsi degli abiti pre-maman che risultano sempre molto comodi e che, tra l’altro, potrebbero essere riutilizzati anche nel periodo post-gravidanza, se ridotti di dimensione da una sarta.