16 agosto, 2018
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Quando arrivano freddo e gelo ecco come riscaldare bene l’auto

Una volta il riscaldamento non c’era. Poi è arrivato anche nelle automobili ma era davvero primordiale. Sulla prima Fiat 500, ad esempio, c’era una levetta sotto il sedile posteriore per accenderlo o spegnerlo, niente di più, ma all’epoca era già tanto.

In seguito sono arrivate le ventole a più velocità e, oltre al tepore, si è avuta anche la funzione di sbrinamento. Negli ultimi anni, grazie all’elettronica e ai sensori, si è arrivati a poter offrire temperature diverse per ogni singolo passeggero.

Ma non solo: ci sono anche i sedili riscaldabili, così come la corona del volante e la possibilità di trovare un clima meno rigido al mattino attraverso comandi a distanza.

In poche parole c’è stata una grande evoluzione, i motori si scaldano più in fretta e sono in grado di immettere calore più velocemente dentro l’abitacolo grazie alle chiusure automatiche del radiatore.

Ma non in tutte le macchine. Pochi sanno infatti che i diesel sono più lenti a scaldarsi rispetto ai motori a benzina, quindi l’aria calda tarda ad arrivare, inoltre ci sono auto che tengono maggiormente il calore rispetto ad altre grazie a soluzioni tecniche più innovative.

E’ importante sapere, poi, che su molte vetture quando si attiva la funzione Start&Stop il climatizzatore si disattiva automaticamente, per questo su molte auto c’è il pulsante per togliere lo Start&Stop quando fuori fa troppo caldo o … troppo freddo e si abbisogna del climatizzatore.

Importante è anche valutare il sistema di sbrinamento: su alcune auto ci sono resistenze anche sul parabrezza, su altre anche sui finestrini laterali (sulle station wagon sono molti utili) oltre naturalmente a quelle sul lunotto.

Inoltre è sempre interessante osservare la posizione e il numero dei diffusori d’aria: ad esempio sulla VW UP! non ci sono quelli frontali sulla plancia, che sono quelli più diretti tra per riscaldare il corpo appena si entra.

Utili sono anche le bocchette sotto i sedili per gli arti inferiori di chi si accomoda dietro, oppure i diffusori centrali collocati sul tunnel o sui montanti sempre per i passeggeri posteriori.

Per i più freddolosi sono consigliabili i sedili riscaldabili perché attraverso resistenze elettriche irradiano calore all’istante, quindi per chi lascia l’auto fuori la notte è il sistema davvero più rapido per soffrire meno.

Altro consiglio utile per ottenere il prima possibile caldo, è di utilizzare il ricircolo dell’aria, appena avviata l’auto, intervallandone l’uso con l’ingresso dell’aria dinamica, al fine di non generare umidità e quindi appannare i vetri con un sistema a controllo manuale.

Bisogna avere l’accortezza di aumentare la portata dell’aria solo quando la temperatura del motore inizia a scaldarsi. Se c’è invece la centralina elettronica basta attivare la funzione max defoster, massimo sbrinamento.

Dagli Usa arriva il preriscaldatore. Chi esce di casa la mattina molto presto e non ha la fortuna di poter parcheggiare l’autoveicolo in un luogo chiuso come un box, si prepara ad entrare in un congelatore, con vetri appannati e a volte anche ghiacciati.

Dagli Stati Uniti, però, giunge una soluzione a questo annoso problema. Il preriscaldatore da automobile. Venduto online negli Stati Uniti, il preriscaldatore si appoggia sulla plancia dell’automobile e, grazie a un orologio incorporato, può essere programmato per avviare una sessione di riscaldamento dell’automobile, prima che il conducente entri nel veicolo.

Le ventole possono essere ruotate di 180 gradi per consentire così il giusto posizionamento e migliorare il flusso d’aria nell’abitacolo.

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